domenica 6 novembre 2011

In volo con l'Araba Fenice

L'incontro con Fabrizio è avvenuto nel luogo più impensabile. Ottobre 2010, Alba. Il primo banco alla sinistra entrando nel salone della Fiera del tartufo non è zeppo di trifole, ma di libri, ben disposti, profumati. Dietro c'è in piedi Fabrizio, un ragazzo magro e asciutto, con una barbetta ordinata e lo sguardo vispo. Il cartello alle sue spalle dice "Araba Fenice", un nome gonfio di evocazioni.

Noto subito fra i volumi una preziosa edizione della Malora, il capolavoro di Fenoglio, composta dai suoi originali dattlioscritti. La afferro a la mostro con orgoglio a Paoletta, come per asserire la mia piemontesità, a lei che è salita ad annusare il Piemonte dalla sua Sicilia. Lei non ci pensa su e me la regala.

Da cosa nasce cosa, cominciamo a chiacchierare con Fabrizio. Anch'io amo Fenoglio e Pavese, anch'io ho pubblicato qualcosa, anch'io ho qualcosa nel cassetto, degli scritti chiusi che profumano come tartufi e chiedono di vedere la luce.

Così è nata la pubblicazione di Canto per due stagioni. Gli anglosassoni la chiamano Serendipity, quando vai cercando qualcosa e trovi tutt'altro. Altri lo chiamano destino.

Io non so che nome dargli, ma certo la vita ama sorprenderti, specie quando non le dai più credito.


http://www.arabafenicelibri.it/ 

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