Un libro deve catturare. Devi avere la sensazione di scivolare nella storia raccontata. In Canto per due stagioni, che racchiude appunto due romanzi, mi sono ritrovata "virtualmente" nelle situazioni raccontate.
E l'altra cosa che mi ha conquistata è stato anche il minimo comun denominatore: due storie immerse con sapienza vuoi nel passato, vuoi nel cortile di una casa di campagna, dove vivono giovani alle prese con miti e utopie, in un costante confronto con la realtà della vita, le sue illusioni, le sue disillusioni.
E con il coraggio - la curiosità - di percorrerla.
Gloria Ghisi
Canto per due stagioni è romantico e geniale. Due protagonisti, bambino e anziano. Terrorismo del Duemila e partigiani. Non si sfiorano. Cercano l’uno di uscire dall’infanzia, l’altro di decifrarla. Romanzo due. Funerale: “Cesarino uscì al sole reggendo l’Angiulina sottobraccio. Pareva uscisse all’aria dopo cent’anni di prigione, guardava dritta senza vedere nessuno”. Romanzo uno. Genitori: “Li vedevo accostarsi sul divanetto dopo sparecchiato e tacere davanti al televisore come due armadi chiusi a chiave”. Da leggere.
